Dietro una copertina (bellissima). Dove eravate tutti, di Paolo Di Paolo

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Prima di dire qualsiasi altra cosa: c’è poco da fare, questo libro ha una copertina potente bellissima (una delle più belle dei Narratori, secondo me, insieme a questa qui). 

All’epoca dell’uscita di Dove eravate tutti, primo romanzo per Feltrinelli di Paolo Di Paolo, un nome più forte di un asso nella manica – Antonio Tabucchi – aveva fatto crescere esponenzialmente interesse e aspettative (ve lo ricorderete il paginone uscito su Repubblica). La copertina aveva fatto il resto: aveva dato precisa indicazione della direzionalità emotiva di questa storia, la misura esatta del calore. Tutto, senza rivelarsi un falso, o almeno una grossa imprecisione, come spesso capita alle copertine quando il libro è finito.

In questi giorni si parla di Strega, si fanno i primi nomi. Di Paolo è uno di questi. Al di là di come andranno veramente le cose, Dove eravate tutti merita di trovare il suo posto nei vostri scaffali. Anche se siete tra quelli che la narrativa italiana contemporanea è morta (e se è così non potete perdervi questo).

Un romanzo che tante volte è stato raccontato come la storia di un ventenne nato e cresciuto ai tempi di Berlusconi, e il protagonista in effetti è stato bambino nel ’94 e studente universitario alle prese con una tesi in storia negli anni duemila. Ma non credo sia questo il punto. Forse lo era nelle intenzioni, ma non in quello che produce il romanzo, non nel suo modo e non nello sguardo. Il cuore che batte non sta negli inserti (scritte, disegnini, appunti, prime pagine di giornali), e nemmeno nella “Storia”.

In sentimenti, vivi, nella partecipazione profonda, in una nostalgia ovattata, trasparente e dolorosa di un mondo fatto di carta da parati, vita modesta, dignità delle camicie inamidate e dei vestiti “buoni”, nella quotidiana fatica e nel mettere un pezzo insieme a un altro. E’ piuttosto in tutto questo immenso apparato di vita vissuta, punti di vista, memoria e oggetti che si compie il senso del romanzo. In quello che succede all’ombra dei televisori accesi, magari proprio mentre non li si sta ad ascoltare, di fianco alle prime pagine dei giornali, distrattamente, all’ombra delle discese in campo. Dentro le quattro mura di una casa, nei piatti preparati da mangiare di ritorno da scuola, nella tessitura materica delle stoffe che proteggono i divani succede questa storia.

Di Paolo ha compiuto un miracolo. Con il senso di lutto della fine di un’epoca, che è al tempo stesso l’infanzia di Italo (il protagonista) e la nostra, ha riportato in vita un mondo esistito davvero. La vera forza di questa storia sta nel suo essere, prima di tutto, una storia privata, non troppo lontana da tante altre. Una storia personale e familiare dentro cui chi legge, gioca a trovare i pezzi baluginanti e impolverati della propria.

Se potete, insomma, prendetevi tempo per leggerlo. Io l’ho molto amato.

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2 pensieri su “Dietro una copertina (bellissima). Dove eravate tutti, di Paolo Di Paolo

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