Giardini di plastica

Giardini di plastica

Il 7 agosto 1974 Philippe Petit, un romantico, ha attraversato il cielo di New York camminando su una fune tesa tra le due Torri. Sospeso nel vuoto. Nel cuore di Manhattan.
Ieri, a distanza di quasi quaranta anni e moltissimi chilometri, praticamente dall’altra parte del mondo, uno spettacolo dei Cantieri Teatrali Koreja mi ha fatto pensare a quel piccolo francese testardo e alla sua impresa americana.
Giardini di plastica è andato in scena ieri sera nel cortile del Palazzo Marchesale, a Laterza, a metà tra un incantesimo, di cui noi spettatori, gli eletti, abbiamo avuto la fortuna di essere messi a parte, e lo sfavillio di uno scrigno segreto, abbagliante, aperto all’improvviso nella notte.
Giardini di plastica produce la stessa meraviglia che proveremmo se assistessimo, non visti, al manifestarsi di un mondo sconosciuto e appena nato. Come succede da piccoli, dopo aver preso una sedia ed esserci saliti sopra, per guardare, incantati, al di là del vetro.
Ciò a cui i Cantieri Teatrali Koreja hanno dato vita, ieri, è una specie di campionario colorato e vibrante di ciò che di magico può venir fuori dal cappello di un mago-inventore molto romantico o almeno molto innamorato.
Che l’incanto del mondo sia in grado di passare attraverso voci, corpi, lingue sconosciute, e plastica, e sedie, e tubi, luci, musica, teli e ombrelli, se orchestrati ad arte, è un miracolo e una lezione, che non dovremmo dimenticare. Per i bambini, un nuovo paio di lenti, preziose per guardare al mondo con gli occhi della meraviglia. Per gli adulti, una specie di iniezione fortissima di fiducia nella bellezza imperscrutabile del mondo. Un antidoto molto resistente, da sperimentare, da subito, contro la mancanza di fantasia. Un concentrato di sogno e bellezza senza parole.
Insomma, in ogni caso, una cosa di cui Philippe Petit, ne sono abbastanza certa, andrebbe veramente veramente fiero.

(La foto straordinaria che condivido è di Vitantonio Fosco)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...