Ultimi romanzi socialmente arrabbiati

Immagine

DICIANNOVE anni fa usciva per la prima volta il romanzo di Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo. (Ma è passato davvero così tanto tempo?)

Anche quando non è per niente nelle loro intenzioni, i romanzi su quell’età lì – la “tardoadolescenza”, per dirla con Alex – finiscono per raccontare un sacco di cose su che cosa sono i sedicenni e i diciassettenni che con ogni probabilità li compreranno e li leggeranno: è il genere che, meglio di ogni altro e con ragionevole esattezza, si dimostra in grado di fotografare quello che è una generazione – quella giovanile, in questo caso – in un preciso momento.

Parti di un indistricabile meccanismo circolare questi romanzi per young adults sono, allo stesso tempo, la causa e l’effetto del processo che isola, fonda e nutre una generazione; il prodotto ma anche il motore: perché questi libri ne parlano, ma soprattutto le parlano. 

Basta farsi un giro abbastanza veloce tra gli scaffali delle novità del momento, per capire che la nostra – quella dei nati negli anni ottanta – è stata veramente l’ultima generazione cresciuta e formatasi su un romanzo contro: e parliamo di un cult, di un best seller, non di un fenomeno di nicchia.

Non so chi l’abbia scritto, per primo, qualche tempo fa, ma di sicuro aveva perfettamente ragione: Jack Frusciante è uscito dal gruppo è stato l’ultimo romanzo di formazione socialmente arrabbiato.

Se già non eravamo la vespa di Adelaide, una bicicletta tirata al massimo in salita, la lettera di Martino, le poesie di Cummings, il Cancelliere, la Mutter e il frère de lait, – cinebrivido – lo siamo diventati.

E in quel frattempo di parole imparate a memoria – come si fa quando si è molto giovani -, battute di dialogo, rifiuto e utopia, abbiamo fatto di quei due pirati di Alex e Aidi i nostri eroi: anticonsumistici, critici, intelligenti, sempre comunque molto ingenui, ma capaci di darsi la loro esatta collocazione nel mondo. Appena un po’ fuori, ma non troppo; di sbieco come chi non dà tutto per buono senza prima domandare, e con un senso di giustizia e distanza e pretesa che presiede il gesto dell’andare (produttivamente) avanti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...