Scalare una montagna piuttosto bassa mettendoci parecchio tempo

Immagine

Leggere La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo è più o meno così.

Non è la mole, non è quello il punto. E’ che è peggio della processione dei Misteri (minuto 00.54): due passi avanti, uno indietro. E qui se fossi Sterne, ma anche se fossi me, sarei tentata di cambiare argomento e mettermi a parlare per dieci pagine di che cosa succede a Taranto il venerdì santo. Ma visto che Pasqua sta arrivando, mi limito a interrompere quello che vi stavo raccontando all’inizio, vi dico due parole che vi incuriosiscano sulla processione, e poi vi rimando a tra cinquanta pagine. Ecco, così fa Sterne. Tutto il tempo. Tanto che per raccontare come sono andate le cose il giorno in cui Tristram Shandy è nato ci mette 677 pagine, nove volumi. 

C’è un però enorme, che lo salva, almeno per adesso: quest’uomo è un genio. Sterne e Tristram lo sono entrambi. E l’altra faccia del fastidio che si prova in questo continuo rimandare, sospendere, riprendere, premettere, è il genio di consapevolezza e ironia che trapela da ogni passaggio e non risparmia niente e nessuno.

Quello che trovate qui sotto è il quarto capitolo del primo volume. Una chicca, un piccolissimo assaggio. 

… questo Capitolo; (…) dichiaro in anticipo che è scritto solo per i curiosi e gli indagatori.

———————————————–Chiudete la porta————————————————————–

Fui concepito nella notte, fra la prima domenica e il primo lunedì del mese di marzo, nell’anno del nostro Signore 1718; di esserlo stato non ho dubbi. -Ma come possa essere tanto preciso nel racconto di un fatto avvenuto prima della mia nascita, si deve a un altro piccolo aneddoto risaputo solo in famiglia, ma reso pubblico adesso per meglio chiarire questo punto.

Dovete sapere che mio padre, in origine un mercante Turchesco, ma ritiratosi da qualche anno dagli affari per vivere, e morire, nella proprietà paterna della contea di —-, era, a quanto credo, uno degli uomini più abitudinari in tutto quel che faceva, si trattasse di affari o di svago. Come un esempio fra tanti di questa puntigliosa precisione, della quale in verità era schiavo, -aveva preso da molti anni l’abitudine, -la prima domenica notte di ogni mese dell’anno, – con la stessa regolarità con cui arrivava la domenica notte, – di ricaricare con le proprie mani una grande pendola che stava in cima alla nostra scala di servizio: – Ed essendo, all’epoca di cui parlo, fra i cinquanta e i sessant’anni di età, aveva del pari preso a poco a poco l’abitudine di togliersi nella stessa occasione il pensiero di altri piccoli doveri familiari, allo scopo, come diceva spesso mio zio Toby, di liberarsene in una volta sola, e di non esserne più assillato e importunato per tutto il resto del mese.

Non ne seguì che un unico contrattempo, i cui effetti ricaddero in gran parte su di me, e dei quali temo che porterò gli effetti fino alla tomba; e precisamente, che da una infelice associazione di idee, che non hanno alcun rapporto in natura, finì con l’accadere che la mia povera madre non riuscisse mai a sentire ricaricare il detto orologio, -senza che inevitabilmente le si affacciasse alla mente l’idea di qualche altra cosa, – e vice versa (…).

* Nella foto c’è anche Fielding perchè sarà la mia prossima lettura (non esattamente libera e spontanea)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...